Psicologa | Giornalista | Docente Università | Scrittrice

Tu lo sai perché la fila nei bagni pubblici delle donne è sempre più lunga? La risposta è molto semplice, ma nessuno la vuole dire.
Ci vuole coraggio a demonizzare il porno e a ritenerlo come causa della violenza maschile sulle donne. Proprio da chi non sente l'esigenza di introdurre nelle scuole l'educazione sessuale e affettiva per insegnare il rispetto.
Si parla molto di moralità e soprattutto della sua perdita. C’è chi la vede nella libertà sessuale, chi nella ribellione ai ruoli di genere e chi la deduce dai fatti di cronaca sempre più violenti e diffusi. Ma è davvero così? La scienza oggi ci suggerisce altro. La moralità in declino sembra essere un’illusione.
Le vacanze sono una pausa dalla solita routine. È meglio di un weekend, il tempo a disposizione è più lungo e ci si può spostare più agevolmente, ma come ogni anno (e come ogni lunedì) arrivano i guru della produttività e della performance a dirci che se non ci piace il lunedì o andare a lavorare sempre è perché dobbiamo cambiare qualcosa nella nostra vita.
Questo mese parliamo di uno studio condotto da Quindo, che ha messo in correlazione le parole ricercate su Google e i bias cognitivi, ovvero delle distorsioni che tutti e tutte noi mettiamo in atto quando pensiamo e quando ragioniamo. E indovinate un po'? È venuto fuori che ragioniamo per stereotipi sessisti. Ma è emerso anche che le cose stanno cambiando, lentamente, ma qualcosa si muove.
«Nella nostra cultura la famiglia è sacra, strangoleremo chiunque osi toccarla». Chi l’ha detto? Non è un quiz, ma se ti è venuto in mente qualcuno del nostro Governo, sai che è perlomeno possibile sia successo in Italia.
Perché le parole sono così importanti? E perché lottare per un diritto non esclude la possibilità di combattere anche per altri? La parità non deve essere una scelta fra quali diritti avere e a quali rinunciare.
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“Le parole in mente”

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